Al convegno di ANCE Teramo la ricostruzione post-sisma diventa dialogo tra territorio, persone e attività

La conferenza di oggi è una di quelle importanti. Si parla di ricostruzione a Teramo. Antimo Amore, giornalista Rai, modera un parterre di estremo prestigio. Il giornalista introduce i relatori attraverso una riflessione sul territorio e le difficoltà di ricostruzione. “La speranza non deve venire meno, – dice Amore- camminare insieme per ricostruire con una visione collettiva e un’analisi per sistemare i nodi e ripartire”. Mons. Lorenzo Leuzzi parla della necessità di abbandonare il pessimismo, di volontà di risolvere i problemi: “occorre credere di poter fare qualcosa, per poter rafforzare il senso di appartenenza e ricostruire il senso di comunità per le nuove generazioni”.

Gianluca Loffredo mette al centro un nuovo concetto, quello della ricostruzione sostenibile e consapevole. Loffredo parte dalle normative e procedure che sono generali per arrivare a porre l’attenzione sulle opportunità del singolo e sulla partecipazione attiva come chiave di volta. Vincenzo Rivera (Direttore USR Abruzzo) si è concentrato sul potenziamento del personale dell’URS che consentirebbe di superare i KPI che sono stati dati dal Commissario. L’intervento del presidente INGV Carlo Doglioni è stato orientato verso la prevenzione. La sua illustrazione tecnica del movimento terrestre che causa i sismi è servita a comprendere come fare prevenzione: con la conoscenza.

È stata poi la volta di Fabrizio Curcio, da poco nominato Capo Dipartimento di Casa Italia, che ha posto l’accento sul fatto che la ricostruzione non è una questione solo fisica, c’è una ricostruzione più ampia sulla quale investire e ragionare. Curcio prosegue il suo intervento dicendo che non basta prendere i modelli e applicarli perché ogni situazione è diversa e i modelli del passato non sono applicabili all’oggi o al futuro. “Ci dobbiamo interrogare sulla domanda se sia giusto destinare le stesse percentuali oppure no – chiede Curcio- prima di pensare alla ricostruzione dovremmo capire quel territorio che vocazione aveva e in funzione della vocazione del futuro del territorio ragionare sulla sua ricostruzione. Noi dobbiamo aver consapevolezza delle nostre comunità, indipendentemente dal terremoto”. 

Sergio Pirozzi, Presidente Commissione Ricostruzione, fa un appello alle Regioni, come ponte tra il territorio e lo Stato. Se è vero che è importante la prevenzione, è vero anche che la politica ha l’obbligo di dare incentivi, ad oggi c’è il Sisma Bonus ma occorre fare appello alle risorse delle Regioni per sanare le abitazioni a rischio, conclude con un appello: “Abbiamo anche un patrimonio artistico che è unico, occorre preservarlo”.
Maurizio Paulini, Coordinatore Gruppo di lavoro ingegneri cratere Centro Italia e Presidente Ordine degli Ingegneri Macerata: “I tecnici sono quelli che sono sul campo, che subito dopo il terremoto hanno aiutato volontariamente la Protezione Civile a fare rilievi per classificare edifici”. La burocrazia spesso non aiuta, la contrattualistica e i tempi dovrebbero essere discussi insieme.

Raffaele di Marcello, Presidente Ordine Architetti Teramo: “Noi tecnici veniamo invocati nell’emergenza e dimenticati nel post emergenza: noi facciamo l’interesse del bene pubblico”. L’architetto vuole sottolineare come alcune norme siano da rivedere e aggiornare per poter agevolare le tempistiche di intervento.
Raffaele Falone, Presidente Ance Teramo, come padrone di casa ha il compito di trarre le conclusioni del convegno. “Penso che per gestire una sisma-emergenza serva: speranza, fiducia, determinazione e buon senso. Se manca un piano strategico nazionale non si va avanti – continua Falone – occorre creare una programmazione nazionale strategica. Lavorare per abbattere in maniera aggressiva la burocrazia. La forma non deve superare la sostanza”.

Per noi, che della ricostruzione ne facciamo un lavoro, è INDISPENSABILE essere a questi tavoli di condivisione. Crediamo fortemente nella ricostruzione sostenibile e consapevole come modalità di approccio e di strategia per il futuro. I progetti di ricostruzione possono e devono essere il frutto di una discussione sul territorio, sulle persone e le attività.